Un’armonica blu

Sopra la scrivania
una vecchia poesia
La finestra che da
dove il sole sbadiglia e va giù
Sopra un vecchio sofà
un’armonica blu

Tra le cose che ho
e che mi hai dato tu
c’è una penna su cui
ci scrivesti il nome di lei
quando ti regalò
quell’armonica blu

La suonavi per me
quando stavo un po’ giù
Mi metteva allegria
Le parole non c’erano ma
la suonava così
quell’armonica blu

Questa vecchia poesia
che non ci hai letto mai
ti parlava di lei
La scrivesti perché disse si
e da allora in poi
la suonavi per noi

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Vita da social

Passano minuti che non contano
persi con lo sguardo nel telefono
a cercare treni che non passano
visualizzazioni che non bastano

Cerco un sentimento che non troverò
nell’applicazione che scaricherò
tutto ciò che sono te lo mostrerò
ho postato un nuovo stato d’animo

Che cos’era quel sogno
che avevamo noi
non dimenticare la realtà

Alzo gli occhi e mi perdo
chi eravamo noi
non dimenticare la realtà

Il mio vero nome non te lo dirò
dammi il tuo profilo che ti seguirò
se mi stai simpatico ti taggherò
ma se non mi piaci ti cancellerò

Allungare il braccio e poi sorridere
sguardo provocante e labbra tenere
un ritocco con il filtro Venere
la tua vita è un selfie da non perdere

Che cos’era quel mondo
che avevamo noi
non dimenticare la realtà

Alzo gli occhi e mi chiedo
chi eravamo noi
non dimenticare la realtà

Ti farò vedere cosa mangerò
e con quale vino l’accompagnerò
dentro quel locale che fa tanto snob
che da sul tramonto panoramico

Video dove tutto può succedere
gente che fa cose da non credere
io farò qualcosa d’impossibile
guarda come sono irraggiungibile

Che cos’era quel gioco
che avevamo noi
non dimenticare la realtà

Alzo gli occhi e mi scordo
chi eravamo noi
non dimenticare la realtà

Al posto mio…

Vivo in un bilocale di un piccolo condominio in una zona adiacente al centro di una piccola cittadina del centro Italia.
Sopra la mia camera da letto c’è la camera da letto di un’altro inquilino che per la privacy chiameremo Mario.
Il sig. Mario ha delle brutte abitudini: cammina con il passo pesante; trascina rumorosamente le sedie e gli altri oggetti; sbatte gli sportelli; fa sbattere la sponda del letto in modo ritmato e continuo sul muro.
Sarete d’accordo con me che fin quì non ci sarebbe poi nulla di cui lamentarsi, senonché bisogna aggiungere un dettaglio, cioè che tutto questo avviene di notte, dalle 00:00 alle 04:00 della mattina.
Di solito sono una persona paziente e lascio correre molto trovando molte scusanti per cercare di capire il prossimo, ma come la famosa “goccia cinese”, arrivi ad un punto in cui ti accorgi che tutto questo sta influendo sul sonno e quindi tuo rendimento giornaliero. Allora capisci che è il momento di intervenire.
Cosa fare?
Non ho mai visto il sig. Mario quindi non so proprio chi sia, ma per evitare di metterlo sulla difensiva, mortificarlo o inasprirlo decido di scrivere quanto segue e lasciarlo sotto la porta del suo appartamento.

Gentile Sig. “Mario”, sono sicuro che non se ne è reso conto, ma la sua attività notturna provoca dei rumori molto forti e fastidiosi che mi impediscono di dormire. Faccio appello alla sua ragionevolezza e al buon senso per evitare rumori notturni così come si conviene alle regole condominiali. Cordiali saluti ecc. ecc.

Arriva la notte e mi rendo conto che i passi del Sig. Mario cambiano di volume, ampiezza e profondita.
In effetti i suoi passi sono diventati più di tallone e più incisivi. In più si è perso il senso dello spostamento degli oggetti. Mi spiego meglio, se prima una sedia veniva spostata da una parte all’altra strisciandola rumorosame, ora viene ripetutamente sbattuta a destra e a sinistra per più volte assicurandosi di aver fatto sentire bene tutte e quattro le zampe. Infine sembra che la sponda del letto ora faccia più rumore, non più solo quando cerca di “accoppiarsi”…

A questo punto voi cosa fareste al posto mio?

L’amore

Sale
lentamente
come la luce di quest’alba
su di noi

Scende
come la pioggia che ci bagna
e che rigenera la vita
che mi dai

Ti sfiora
la pelle
e se ne va

Ritorna
ti avvolge
e resta li

Sento
l’infinito
quando mi perdo nei tuoi occhi
magici

Trovo
in ogni angolo del cuore
frasi che portano il tuo nome
unico

Ti sfiora
la pelle
e se ne va

Ritorna
ti avvolge
e resta li.

Ricomincio da quì

In mezzo al grano finiva la strada
e la mia casa più in la
il mio cavallo era la bicicletta
sentivo la libertà

Ora è l’asfalto sul vecchio sentiero
che mi riporta fin qui
c’era il silenzio a regnare sovrano
lo ricordavo così

Sotto il ciliegio non c’è l’altalena
la bicicletta dov’è
svettano gli alberi sulla collina
sono cresciuti con me

Nulla è rimasto com’era una volta
tranne i ricordi che ho
è stato il tempo a cambiare ogni cosa
mi sono perso lo so

Non dimenticare mai
il profumo di quegli anni li
e vedrai che non li perderai
i colori della fantasia

Scende la notte ma senza la luna
cala nell’oscurità
lucide stelle che brillano in cielo
simbolo di libertà

Tutto finisce così come inizia
nulla rimane com’è
cos’è successo ma dov’è finita
cos’è rimasto di me

La libertà non si è mai allontanata
ora capisco perché
non si è mai persa ma si era nascosta
è sempre stata con me

Per costruire dinuovo la vita
io ricomincio da qui
da questa casa da questa collina
da dove tutto partì

Non dimenticare mai
il profumo di quegli anni li
e vedrai che non li perderai
i colori della fantasia