Omayra Sánchez

Omaira Sánchez, vittima dell’eruzione del vulcano Nevada Del Ruiz il 13/11/1985

Il silenzio ha spezzato il rumore
Che si è sparso su quella pianura
Preceduto dal grande fragore
Sopra i corpi di quella sciagura

I tuoi occhi profondi e smarriti
Aggrappati a qualsiasi passante
Dentro un pozzo di fango e detriti
Ti spegnevi così lentamente

Il pensiero rivolto ai tuoi cari
Che cercavi tra quelle persone
Impegnate a tirarti di fuori
Per salvarti da quella prigione

Hai lottato per sessanta ore
Mentre piano perdevi la vita
Tremolante di freddo e dolore
Si arrendevano quelle tue dita

Il ricordo dei grandi occhi neri
Che ci guardano dritti nel cuore
Son rimasti nei nostri pensieri
Una sorte spietata e brutale

Una fine che lascia perplessi
Per gli sforzi dell’uomo sul male
Sei l’emblema di mille insuccessi
Di una lotta infinita e crudele

6 pensieri riguardo “Omayra Sánchez

    1. Mi aveva colpito il suo sguardo smarrito e l’incapacità delle persone di fare qualcosa.
      Lei osservava incredula e non pensava di morire ma che era tra i sopravvissuti…

      Piace a 1 persona

  1. Al di là della tua poesia peraltro molto sentita quello che mi ha colpita molto sono gli occhi di questa bambina che si vedono smarriti. Storie così sono una perdita per le vicende della vita. Hai ragione: si tratta di una lotta infinita e crudele.

    Piace a 1 persona

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